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Kazakhstan: fermare la repressione, avviare il dialogo con i lavoratori

In collaborazione con IndustriallALL e con la Confederazione Internazionale dei Sindacati

Le autorità del Kazakhstan hanno lanciato di recente una repressione su vasta scala contro dirigenti e attivisti dei sindacati indipendenti della regione del Mangistau, nella parte occidentale del paese. Nel mese di gennaio, le autorità locali e la direzione della società per servizi petroliferi, OCC, hanno cercato di soffocare una pacifica protesta di massa dei lavoratori. Il presidente del sindacato dei lavoratori, OCC, Amin Yeleusinov, e l’ispettore del lavoro, Nurbek Kushakbayev, sono stati arrestai il 20 gennaio. Successivamente, il 7 aprile, Kushakbayev è stato incriminato in base al codice penale repressivo adottato nel 2014. Successivamente, il 7 aprile, il tribunale di Artsana lo ha condannato al lavoro correttivo in una colonia per due anni e mezzo per aver indetto lo sciopero. Il giudice ha, inoltre, soddisfatto la richiesta dell'OCC di raccogliere da Kushakbayev 25 milioni di tenge del Kazakistan (80.000 dollari) per presunti danni provocati alla società. Allo stesso tempo, la direzione dell'OCC, ha avviato licenziamenti di massa dei dipendenti che hanno partecipato alle proteste. L'OCC fa parte della KazMunaiGas, la più grande società petrolifera e di gas del Kazakhstan. Abbiamo bisogno del tuo aiuto per fermare la repressione nei confronti dei dirigenti e degli attivisti sindacali. Per favore, chiedete alla direzione della KazMunaiGas di ritirare le eventuali richieste di indennizzo, di fermare la repressione di avviare il dialogo con I lavoratori.




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